‘Voglia di vivere’, Monica racconta la sua esperienza


Pubblichiamo la prima parte il racconto della tragica esperienza dell’amica Monica de Mita, fortunatamente conclusasi per il meglio, che ha deciso di condividere con tutti i lettori del “suo” Montaguto.com.

Il 31 gennaio 2014 è una data da dimenticare o è una data da ricordare? Mio marito qualche giorno fa mi ha rimproverato perché a suo parere da quel giorno ha avuto inizio una nuova Monica, una Monica più matura, più vera e più forte. Forse è così, ma come fare a dimenticare questi dieci mesi di sacrifici, o per lo meno a ricordarli con un sorriso sulle labbra? Proviamoci, condividendo con tutti voi questo periodo!

Lo avevo detto al grande Mikey che, sempre disponibile, mi ha dato da subito la sua approvazione, dovevo solo decidermi a farlo ed eccomi qua! Mi ricordo tutto come se fosse accaduto ieri. Un giorno come tanti: sveglia alle cinque e mezza, colazione con mio marito che alle sei e mezza era pronto per andare a lavoro, un saluto e via. I bambini subito dopo per andare a scuola e Angelica che era raffreddata e perciò è ritornata a letto. Solo Giuseppe alle sette e mezza era pronto per il pulmino e io che non mi sentivo bene, mi sentivo stanca, così tanto da accovacciarmi a terra.

Mi ricordo che Giuseppe, prima di chiudere la porta, ingenuamente, mi ha coperto, pensando che mi ero addormentata. Da quel momento ha avuto inizio il mio calvario, sola a terra, con i miei cognati, che erano lì fuori, che purtroppo non mi sentivano. Io che mi trascinavo con tutte le mie forze, poche, a dir il vero, ma arrivata all’uscio di casa non riuscivo ad aprire. È stato il momento più  brutto. Sapere che c’era Angelica in cameretta ma che non mi sentiva, i miei cognati fuori ed io la sola a pensare che cosa mi stesse accadendo!

Non capivo perché non uscivano le parole, perché non avevo forza per muovere gli arti, non sapevo che avevo! Per tre ore sono stata così, fino a quando mi sono sentita scuotere da mia suocera, fino a che è scattato l’allarme, fino a quando i miei cognati hanno chiamato l’ambulanza… Destinazione Ariano. Non ricordo molto ma ricordo quello a cui pensavo: ai miei figli, ad Angelica che era lì, impaurita seduta sul divano, a Giuseppe che di lì a non molto sarebbe arrivato a casa e avrebbe avuto la notizia, a mio marito che avvisato a lavoro, era appena arrivato, e a tutti quelli che mi conoscevano e amavano. Sembra assurdo ma è così, mentre stavo per esser portata via dalla mia vita io pensavo agli altri!

(LEGGI LA SECONDA PARTE)

Monica de Mita – Fine prima parte

Commenti

comments

Lascia un commento