ZECCHINO: ‘FRANA, IL VERO PROBLEMA E’ L’ACQUA’


L’avanzamento della frana, che sta in parte rallentando le operazioni di ripristino della viabilità della S.S. 90, è causato dalla presenza di una grande quantità di acqua che sta provocando il rammollimento dei materiali argillosi e costituisce un pericolo costante nella zona ove è localizzato il piede della frana. Sono ancora numerosi i laghetti presenti lungo l’intero sviluppo della colata di terra e particolarmente complesso appare il deflusso delle acque superficiali nel corpo di frana.
La mancata regimazione idraulica delle acque superficiali favorisce l’attivazione dei detti fenomeni franosi – per ogni litro di acqua al secondo la massa franosa viene appesantita di circa 80 tonnellate al giorno!
«Non si comprende come mai non si proceda ad intervenire con urgenza, nella parte alta del versante, per effettuare ulteriori operazioni di allontanamento delle acque superficiali, evitando, per quanto possibile, ulteriori rammollimenti dei materiali nella zona al piede della frana al fine di migliorare le condizioni di stabilità e di ripristinare al più presto la viabilità della S.S. 90 “delle Puglie”».

Alle note problematiche, già segnalate dallo scrivente, relative ai potenziali pericoli derivanti dai numerosi cumuli di materiale rimosso dal piede della frana e stoccato nelle immediate vicinanze del torrente Cervaro, se ne aggiungono altre in danno all’ambiente: «da diverse settimane nelle aree ricadenti nel comune di Savignano Irpino ed adiacenti al torrente Cervaro, nelle vicinanze della zona interessata dalla frana, sono stati effettuati lavori di disboscamento e di sbancamento di dubbia utilità che potrebbero innescare altre emergenze ambientali. È inammissibile che si continuino a compiere tali azioni sconsiderate; le autorità competenti devono assolutamente impedire che queste operazioni vadano avanti».

Montaguto, 16 maggio 2007 – Marcello Zecchino

2007-05-16 14:46:39

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